Sunday, 20 May 2018

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Beni per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro sono stati sequestrati agli imprenditori edili trapanesi Francesco e Vincenzo Morici, padre e figlio, di 79 e 50 anni, ritenuti dagli investigatori appartenenti al “cartello” legato al boss latitante Matteo Messina Denaro e che per un decennio avrebbe condizionato appalti pubblici a Trapani. Il sequestro ha riguardato anche società impegnate nel cantiere del porto di Trapani per i lavori legati alla Coppa America. Per gli inquirenti, nelle commesse venivano usati materiali non conformi, tali da pregiudicare la durata delle opere.

Appalti condizionati per 10 anni Il sequestro ha colpito 142 beni immobili, 37 beni mobili registrati, 36 conti correnti e rapporti bancari, 9 partecipazioni societarie e 6 società, sequestrate e sottoposte ad amministrazione giudiziaria, tra cui il cantiere sull’area portuale di Trapani. Secondo gli inquirenti, i Morici appartengono a un gruppo di imprenditori utilizzati da Cosa nostra per condizionare, a partire dal 2001 e per circa un decennio, le fasi di aggiudicazione di importanti appalti pubblici a Trapani,
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l’esecuzione di opere e le relative forniture. Gli elementi che hanno portato al sequestro sono emersi dalle carte del processo per concorso esterno in associazione mafiosa a carico del senatore trapanese del Pdl Antonio D Alì, in corso davanti al gup di Palermo.

Gli appalti per la Coppa America Il gruppo dei Morici si sarebbe accordato con Cosa nostra per aggiudicarsi la gara di ristrutturazione del porto tra il 2001 e il 2005 in occasione della preregata della Coppa America “Louis Vuitton act 8 e 9” e, da alcune intercettazioni, emergerebbe, scrivono gli inquirenti, l’esistenza di intese con il boss mafioso Francesco Pace, esponenti politici e altre imprese partecipanti, per favorire i Morici nell’aggiudicazione e utilizzare materiali non conformi, tali da alterare la stabilità dell’opera nel tempo. Il vertice mafioso, secondo gli investigatori, avrebbe gestito, tramite i Morici, e altri imprenditori contigui, i meccanismi di controllo illecito sull’aggiudicazione dei lavori pubblici e sulla esecuzione del lavori,
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prevedendo che l impresa aggiudicataria versasse una percentuale ai funzionari pubblici corrotti ed alla famiglia.