Tuesday, 22 May 2018

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Alessandro Caccia allievo di Massimiliano Duran e occupa il quarto posto nel ranking del pugilato italiano, dove appaiono campioni di livello internazionale come Leonard Bundu e Gianluca Branco. Il welter ferrarese, che pu vantare una sola sconfitta in carriera e 13 successi consecutivi, oggi un pugile estremamente attento e concentrato, maturo e dalla grande forza mentale, oltre che dotato di pregevole tecnica e di un diretto destro a dir poco micidiale.

Intenso, determinato, lucido, estremamente motivato, Alessandro Caccia coltiva oggi la prospettiva di battersi per il titolo italiano welter e di raggiungere sempre nuovi obiettivi nel suo prossimo futuro. Lo abbiamo incontrato per capire come ci si sente e che cosa vuol dire essere ai vertici in uno sport cos nobile e duro.

Alessandro Caccia nasce a Ferrara il 29 maggio 1988. Da ragazzino frequenta una palestra di karate e un campo da calcio giovanile. A 13 anni desidera frequentare il mondo del pugilato e si iscrive alla palestra Pugilistica Padana dei fratelli Duran a Ferrara. A 15 anni comincia i primi combattimenti e viene premiato con la targa Panathlon International 2003 all Astra di Ferrara. Partecipa ai tornei regionali e nazionali e conquista il Titolo Italiano portandolo a Ferrara dopo 45 anni.

Alessandro in breve

La Federazione Pugilistica Italiana lo convoca a far parte della nazionale azzurra. e si diploma come Tecnico di Pugilato a Bologna. Nel 2008 disputa l Italia Russia presso il Palazzetto dello Sport di Ferrara dove viene premiato come miglior pugile della serata. Nel 2009, nel centro sportivo di Lignano Sabbiadoro, conquista il titolo Italiano Universitario. tecnico alla prima ripresa. Nel 2011 si laurea in Scienze Motorie. e 1 perso.

MH: Raccontaci come hai scoperto la boxe?

Quando ero bambino ero ipercinetico, frequentavo una squadra di calcio ma avevo un carattere molto turbolento, sia a casa sia con i miei amici, quindi mia madre mi ha portato da una psicologa per cercare di incanalare le mie energie in qualcosa di costruttivo. All giocavo gia a calcio ma la dottoressa ha detto che non bastava. Giocando a calcio mi impegnavo molto per vincere a tutti i costi, ma mi scontravo con i miei compagni di squadra che spesso non avevano voglia ed erano molto meno motivati di me. Sono riuscito a capire da solo che ero fatto per uno sport individuale e non di squadra, per fortuna, e ho deciso che da quel momento la vittoria o la sconfitta sarebbe dipesa soltanto da me. Ecco perche un giorno, mentre ero seduto sulla poltrona di casa con i miei genitori davanti alla TV, ho visto Muhammad Ali che si esibiva sul ring e ho deciso di fare pugilato. Ho cominciato cosi la carriera che mi ha portato dove sono oggi, senza per questo rinunciare a laurearmi in Scienze Motorie, diventando uno dei pochi pugili professionisti laureati in circolazione.

MH: In Italia i titoli nobiliari non sono piu riconosciuti dal 1948, cioe dall in vigore della Costituzione. Tuttavia resta il significato, il valore simbolico. Come si vive sul ring avendo il sangue blu?

Sapevo gia qualcosa, pero in maniera un po generica, riguardo la discendenza della mia famiglia. Poi anni fa mi e capitato di vedere un libro molto antico che mi ha fatto scoprire la storia e la genealogia dei Caccia. Allora ho scoperto le vicende, le storie, i racconti di personaggi e di epoche diverse e lontane. A cominciare dalle gesta

di Oppicino Caccia, denominato Il Bianco, discendente dei Caccia che avevano dimora in Novara. Oppicino combatte strenuamente al fianco del duca d contro Ludovico Il Moro,
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duca di Milano. Fino alla cattura di Ludovico Il Moro da parte dei francesi il 10 aprile 1500. Per il valore mostrato in battaglia da Oppicino e dai suoi fedelissimi e da altri nobili novaresi, il duca d in segno di riconoscenza gli assegno la Valsesia.

MH: La tua dinastia quindi come si e evoluta?

E da quei tempi che parti tutta la questione della dinastia dei Caccia. Che poi si divise in piu rami. Una parte successivamente si trasferi a Milano, un parte nel Regno di Napoli che, nel tempo, venne soppresso quando fu istituito nel 1861 il Regno delle Due Sicilie. I nostri possedimenti furono poi confiscati durante le guerre, al punto che c ancora una causa in corso per riaverli.

MH: Nella famiglia dei Caccia ci sono anche uomini in lettere.

Ci sono cavalieri importanti come Ardizzone Caccia, ambasciatore per la citta di Novara, e Roggero Caccia, difensore di Corradino di Svevia, o Bartolommeo Caccia, che fu il primo capitano di Giustizia dello Stato di Milano. Lo stemma araldico dei Caccia consiste in uno scudo fasciato di rosso e d

MH: Sei un conte vero, ma anche il neo campione Latino WBC dei welter? Quale dei due titoli preferisci?

Entrambi, sono comunque due titoli da distinguere, il primo riguarda la mia famiglia, che si e distinta con onore nel passato, riuscendo a ottenere onorificenze importanti, mentre la seconda ha un valore personale, che riguarda tutto il mio percorso pugilistico fino a questo momento. Sono consapevole che la strada e ancora lunga ma il traguardo e all

MH: Essere un pugile vuol dire fare uno sport antico, nobile, fatto di regole e di onore, di lealta e di coraggio. Come vedi questo sport oggi?

Oggi lo vedo con gli stessi principi dei tempi antichi. Pratico uno sport che ha migliaia di anni e mi piace definirmi un condottiero moderno.

MH: Che cosa consiglieresti ai giovani di oggi che iniziano a fare sport per convincerli a non giocare soltanto a pallone e a salire su un ring?

Io invito i ragazzi a scegliere lo sport che preferiscono e che pensano di praticare con passione e continuita. Consiglio a tutti gli sportivi di avere obiettivi e di credere in se stessi. La boxe e uno degli sport che permette di temprare il carattere, ma non e il solo e in definitiva penso che sia lo sport a scegliere te. I giovani devono cercare di capire le proprie potenzialita, senza pregiudizi. Io considero la boxe come una partita a scacchi, dove vince chi ha la tattica migliore e non solo forza.

MH: Che cosa rende davvero speciale la preparazione fisica della boxe?

La preparazione della boxe e di erente da tutte le altre. E sicuramente una delle discipline sportive piu dure, dove serve un piano mentale e fisico adatto a ogni circostanza senza dimenticare che ogni allenamento, come ogni combattimento, ha una storia a se, essere coscienti delle proprie capacita e adattarle al tipo di match da affrontare.

MH: Sul ring conta di piu il fisico o la testa?

Il fisico fa quello che dice la testa: quindi conta piu la testa.

MH: Come ci si allena a prendere pugni e a incassare?

Il pugilato, per chi non l capito, e l di non prendere pugni. Pero i cazzotti arrivano e bisogna avere una preparazione adeguata per poterli incassare. La so erenza fa parte della vita,
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e allora che cosa c di meglio che soffrire per qualcosa che ci piace?

MH: Parliamo di donne: che effetto fa alle donne il tuo fisico e la tua forza?

(Ride) L credo che sia positivo e spero che apprezzino.

MH: Ti fa piu paura una donna che vuole farti del male in amore o un rivale che ti affronta sul ring?