Sunday, 20 May 2018

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Alcune fonti riportano che questa vettura nasceva come Speciale mentre per altri si tratterebbe gi della prima Alpine vera e propria: noi propendiamo per la prima ipotesi perch un fatto che la Alpine fu fondata nel 1955 ed il suo nome scelto dopo la buona prestazione di questa vettura, quindi gi esistente, alla Coppa delle Alpi del 1954 sulle cui strade Jean R una sua dichiarazione, prov sensazioni di guida indimenticabili e degne di pubblico riconoscimento. La si chiami come si vuole, il suo debutto in gara, come detto all trionfale e non effimero visto che l ripetuta nei due anni successivi; questo il punto in cui inizia, in maniera certa, la favola dell perch tali prestazioni non possono rimanere inosservate e molti piloti chiedono a R di avere una delle sue mirabolanti creazioni.

La prima Alpine di serie, denominata A 106 Mille Miglia e anche lei disegnata da Michelotti, ha gi la carrozzeria in fibra di vetro costruita dagli specialisti fratelli Chappes di Parigi, sempre la meccanica della Renault 4 CV, e si riveler estremamente competitiva nelle gare su strada classe 750 cc Sport vincendo di nuovo la Mille Miglia nel 1956 e proseguendo con il Tour de Corse ed il Rally des Routes du Nord. Nel 1957 nasceva la cabriolet A 108, vettura eminentemente stradale, sempre con carrozzeria disegnata da Michelotti che sar poi fornita anche in versione con tetto rigido, su meccanica della Renault Dauphine con motore da 845 cc. Lo stesso propulsore da questo momento offerto in opzione anche sulla A 106, che in tal modo rimane sulla breccia sportiva fino al 1960. Poco dopo, al salone di Parigi del 1961, per continuare a essere competitivi nelle gare l pine presenta una versione della A108, chiamata de France con motori 845 e 998 cc sempre di derivazione Dauphine ma elaborati da Amedeo Gordini. Stilisticamente questa vettura assomiglia gi molto alla A110, il muso praticamente uguale, e la precede di un anno esatto. La A 110, indiscutibilmente vettura simbolo dell debutta al Salone di Parigi del 1962 con il motore della Renault 8 da 956 cc; la costruzione partir nel 1963 sfruttando il motore della R8 Major da 1.108 cc, sia in configurazione standard da 58 CV, sia in versione elaborata da Gordini da 84 CV.

Da qui parte una girandola di motorizzazioni, in buona parte dovute ai vari stadi di elaborazione operati dai vari preparatori (Gordini e Mignotet i pi attivi) da far perdere la testa anche ai migliori storici dell che mai sono riusciti a catalogarle con ordine. Dunque, per non aggiungere ulteriore confusione ci limiteremo a descrivere quelle pi importanti numericamente, con particolare riferimento al mercato italiano, non prima per di avere descritto come si conviene il telaio destinato a supportare questi motori e tutta la parte meccanica della A 110. La struttura concepita da Jean R a questo scopo talmente bella a vedersi da essere fotografata e usata anche sul materiale pubblicitario della casa: il telaio a trave centrale in acciaio lucidato a sezione circolare saldata alle estremit a due sottotelai in tubi rettangolari, rinforzati da fogli di lamiera forata nei punti di maggiore stress; a questi sottotelai sono fissati il motore e le sospensioni a trapezi e puntoni obliqui posteriori che sembrano presi pari pari da una Formula 1 dell da notare poi, al retrotreno, i due am mortizzatori per ruota. Per concludere l della vettura,
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la carrozzeria fissata al telaio tramite rivettatura con un procedimento mutuato dall aeronautica.

Torniamo ora per un momento a parlare della storia del modello perch nel 1965 esce la Renault 16 con un nuovo motore da 1.470 cc e comincia da questo momento la saga delle A 110di maggiore cilindrata; R ne approfitta subito, infatti, per allestire con questo motore 42 esemplari della A 110 in versione 1.500 da 90 CV. Ma dal 1968, quando debutta la Renault 16 TS con il motore portato a 1.565 cc, che la A 110 approda alla versione 1600, una delle pi longeve. Le prime hanno 95 CV, soltanto cinque in pi della 1500 ma poi, attraverso successive elaborazioni, si arriva ai 138 CV (SAE) della 1600 S, quella che pu sfoggiare i numeri riportati in apertura ed una delle due protagoniste del servizio.

L protagonista del servizio una versione di 1300 cc, cubatura che insieme alla 1600 meglio ha caratterizzato questo modello. Tale cilindrata debutta ufficialmente nel 1966 con il motore di 1.255 cc della Renault 8 Gordini, da 103 CV (SAE). Nel 1970 nasce la versione con motore di 1.289 cc da 81 CV (SAE) della Renault 12. Questa versione (denominata V85) sar quella costruita nel maggior numero di esemplari (2.890 unit e, attraverso varie fasi, approder alla 1300 (cos denominata court del servizio. Come detto, le auto di questo servizio rappresentano le due cilindrate simbolo della Alpine A 110. La 1.600 S del 1971 appartiene a Lorenzo Beltrami, un appassionato alessandrino di auto sportive che normalmente bazzica cilindrate ben pi elevate ma il modo di esprimersi di questa bestiolina gli era rimasto nel cuore fin dal 1983, pentendosi dopo aver venduto il suo esemplare ad un giovane svizzero.

Gli inconvenienti dati dall claustrofobica, dal comfort spartano per usare un eufemismo e dalla manovrabilit del cambio per esperti (quale peraltro egli sono eclissati dalle doti di agilit e potenza di questa incredibile 1600: nel misto sale in cattedra anche di fonte a vetture ben pi grosse e recenti (e si tenga presente che stiamo parlando di un del tutto di serie che, tra l anche difficile da trovare). La 1.3 invece di propriet del biellese Paolo Protta, dall interessato a tutto quanto attiene all sportivo ma con una particolare inclinazione per i Rallye a cui anche partecipa come navigatore di un amico con una Opel Kadett GTE. Abituandosi con questa ad apprezzare il sovrasterzo, egli non pu fare a meno di innamorarsi delle Alpine A 110 che in quegli anni spopolavano nelle gare internazionali.

Per averne una deve aspettare per il 2007, quando trova questo esemplare nei pressi di Torino: una 1300 tipo VC del 1976, tra le ultime discendenti della gi menzionata versione V85, quella che i francesi definiscono un Alpine pur la voie (un da strada) a causa dei soli 81 CV SAE (72 DIN) del suo motore. Grazie anche in questo caso al peso piuma la guida comunque molto divertente e le prestazioni abbastanza brillanti, tanto da giustificare pienamente l di intonazione moderatamente agonistica riservatale dal proprietario, che ha provveduto tra l a montare i cerchi e gli pneumatici della versione 1,6 S (previsti all come optional); belli anche i sedili anatomici e i fendinebbia Cibi storicamente corretti.

Da accettare senz sia il computer sulla plancia sia le cinture a quattro punti, visto che il Protta la usa anche in gare di regolarit piuttosto tirate. Facciamo notare su ambedue queste automobili le vistose scritte Alpine Renault sulle fiancate. Presenti su tutti gli esemplari destinati all in quel periodo, ci introducono a un altro momento molto importante della storia della Alpine: l da parte della Renault, dello stesso motore di 1,1 litri presente sulla prima versione della A 110(1963) su una versione sportiva della nuova R8, da affiancare in listino a quella di serie,
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denominata R8 Gordini.