Sunday, 20 May 2018

louis vuitton cross body bag al teatro Miela i visionari del fashion system

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TRIESTE Dopo il glamour patinato dei grandi stilisti europei, protagonisti dell’età dell’oro della haute couture della seconda metà del Novecento, quali Cristian Dior e Yves Saint Laurent, la rassegna cinematografica targata Bonawentura su moda e società lette attraverso le vite private e lavorative dei più visionari interpreti del fashion system apre mercoledì 1 febbraio (in lingua originale con sottotitoli, alle 19 e alle 21) il ciclo di proiezioni al teatro Miela, con lo stilista giapponese Yoshij Yamamoto.

“Collezione primavera/estate Cinema e moda”, a cura di Tiziana Finzi, tra febbraio e marzo proporrà al pubblico quattro docu film sui più innovativi e carismatici designer la cui visione artistica avant garde ha impresso un nuovo corso alla storia della moda. Dietro alla cinepresa di “Notebook on cities and clotes” (Germania 1989), il documentario intervista sullo stilista più enigmatico del nostro tempo, il regista tedesco Wim Wenders, per un biopic che ne racconta il processo creativo fortemente influenzato dalle radici culturali orientali. Le rivoluzionarie creazioni destrutturate, di un monastico total black, di Yamamoto hanno scardinato i canoni classici della struttura dell’abito.

Il documentario in programma mercoledì 22 febbraio “Marc Jacobs Louis Vuitton” del francese Loic Prigent racconta invece la frenetica atmosfera dei preparativi della Collezione primavera estate 2007 affidata allo stilista americano a capo della raffinata maison parigina. Lo stress della sfilata, le proverbiali sfuriate di Jacobs, ma anche l’uomo fuori dal red carpet, nei suoi eccessi e nelle sue stravaganze. E a proposito di personalità extravaganti,
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l’appuntamento del primo marzo è dedicato al leggendario capo supremo della maison Chanel, lo stilista tedesco Karl Lagerfeld, al timone dell’iconica casa di moda francese da 34 anni, ma anche direttore creativo di Fendi e fotografo. “Lagerfeld Confidential” di Rodolphe Marconi (Francia 2007) è il ritratto intimo che coglie molti aspetti del pensiero sulla vita, il concetto di moda, le idiosincrasie e le, appunto, stravaganze, dell’energetico designer e intellettuale, classe 1933.

L’astro sfolgorante della meteora Alexander McQueen, l’hooligan della moda britannica, morto suicida (annunciato) nel 2010 a soli 40 anni, è protagonista dell’ultima pellicola mercoledì 22 marzo della rassegna di cinema e moda al Miela, “McQueen and I” (2011), diretto da Louise Osmond. Racconta la rapida ascesa nell’Olimpo della moda dello stilista attraverso la turbolenta amicizia

con l’aristocratica e stravagante Isabella Blow. Un biopic che ripercorre il lancio della sua breve ma intensa carriera, dall’ingresso come direttore artistico di Givenchy alla creazione della propria omonima casa di moda.
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