Sunday, 20 May 2018

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COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUI FENOMENI DELLA CONTRAFFAZIONE, DELLA PIRATERIA IN CAMPO COMMERCIALE E DEL COMMERCIO ABUSIVO

(istituita con deliberazione dalla Camera dei deputati del 25 settembre 2013)

(Relatore: On. Filippo GALLINELLA)

Approvata dalla Commissione nella seduta del 4 agosto 2015

Comunicata alla Presidenza il 4 agosto 2015 ai sensi dell’articolo 2, comma 5, della deliberazione della Camera dei deputati del 25 settembre 2013lavoro nasce dall’esigenza di proporre delle soluzioni di contrasto, sia operative che normative, al dilagante fenomeno della contraffazione nel settore calzaturiero nazionale.

presente relazione il risultato di una serie di attivit di indagine, di analisi e selezione di documenti, nonch di raccolta di contributi e testimonianze degli operatori del settore e delle Autorit preposte ai controlli, ed intende essere, pi che un resoconto, uno strumento a supporto di interventi specifici rispetto alle criticit riscontrate.

confronto diretto con le aziende stato prezioso al fine di capire le peculiarit dell’illecito e le tante forme che esso assume, manifestandosi in maniera differente e pervasiva per fasce di mercato e di prezzo. Al contributo degli imprenditori si affiancato quello altrettanto importante di alcune associazioni a tutela del consumatore che, oltre ad evidenziare quanto sia elevato per gli acquirenti il rischio di imbattersi in un prodotto contraffatto e quindi il danno in termini di salute e di sicurezza a cui si espongono, hanno fornito utilissime informazioni sulle azioni che ogni cittadino consumatore pu intraprendere, nel proprio piccolo, per difendersi.

grazie alle operazioni e agli interventi di servizio, stato il contributo della Guardia di Finanza che ha riferito i risultati di alcune delle azioni pi significative svolte negli ultimi anni, evidenziando quali traffici si possono nascondere dietro un paio di scarpe false: come noto, la contraffazione infatti una manifestazione di illegalit economico finanziaria strettamente connessa con l’evasione fiscale e contributiva, con lo sfruttamento del lavoro nero ed irregolare, con il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e con il riciclaggio ed il reimpiego dei proventi illeciti.

report sulle diverse indagini giudiziarie hanno poi consentito di procedere ad una valutazione dell’efficacia, o della fallacia, dell’attuale normativa di contrasto.

conclusione, si sono indicate le direttrici principali dalle quali dovrebbe muovere il rafforzamento dell’attivit di contrasto: il miglioramento del sistema di etichettatura, in una logica preventiva e la revisione delle vigenti normative al fine di potenziare l’efficacia delle operazioni di sequestro e repressione.

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2. Il settore calzaturiero italiano.

settore calzaturiero si devono sottolineare le caratteristiche di qualit ed unicit a livello europeo e mondiale (per i materiali, il design, la cura artigianale delle lavorazioni), espressione della tipica eccellenza del Made in Italy. Per numero di pezzi l’Italia il primo produttore di calzature nell’Unione europea, il decimo nel mondo, dietro Cina, India, Messico, Brasile ed altri paesi, e il quarto Paese esportatore a livello mondiale.

particolare vocazione all’export del comparto calzaturiero nazionale dimostrata dal fatto che quasi l’85% delle scarpe prodotte in Italia sono vendute fuori dai confini nazionali. Il saldo commerciale costantemente attivo e il settore rappresenta una realt di estrema rilevanza per la bilancia commerciale italiana.

si ragiona in termini di valore del prodotto, per l’Italia seconda nel mondo solo dopo la Cina. Ai lavoratori diretti nelle aziende calzaturiere, va aggiunto il totale dei lavoratori operanti nel settore dell’indotto di accessori (tacchi, suole, solette, fibbie, ecc.).

aree organizzate in distretti vedono la concentrazione della produzione in sette Regioni: Marche, Toscana, Veneto, Lombardia, Campania, Puglia ed Emilia Romagna, con 23 province interessate.

successo del comparto collegato alla vivace iniziativa imprenditoriale ed alla qualit delle lavorazioni italiane, che opera in una filiera costituita da un sistema di sub fornitura di materie prime, concerie, componenti, accessori, produttori di macchine, modellisti e stilisti di particolare qualit in quanto espressive del Made in Italy.

quello calzaturiero sia considerato un settore capace di superare le congiunture economiche sfavorevoli, poich nel corso dei decenni, specie grazie al volume di produzione destinata all’export, Pag. 8ha saputo adattarsi alle diverse fasi dei mercati, stato tuttavia colpito dalla crisi economica degli ultimi anni: 131 aziende, solo nell’anno 2014, hanno chiuso i battenti, non riuscendo a rimanere sul mercato nonostante il ricorso alla cassa integrazione.

Tabella che segue riporta in sintesi i dati ora esposti

delle criticit pi rilevanti senz’altro il ristagno della domanda nei Paesi dell’Unione europea, complice una ripresa economica che, appena iniziata, gi in affanno, ma anche il rallentamento sui mercati extra UE, in particolare quelli dell’est, traino del settore: la fragilit dell’economia russa, con la svalutazione del rublo e la stagnazione del PIL, nonch l’incertezza generata dalla crisi con l’Ucraina e dai suoi riflessi sui mercati comunitari si sono tradotte nell’atteggiamento conservativo di molti operatori, che ha condotto ad un repentino rallentamento degli ordini dalla Comunit degli Stati Indipendenti negli ultimi mesi del 2013, sfociato in una battuta d’arresto in avvio 2014. Nell’estremo Oriente, dove le quantit esportate sono aumentate del 57% nell’ultimo quinquennio, nei primi 7 mesi del 2014 la crescita si interrotta, pur con un 9,1% in termini
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