Sunday, 20 May 2018

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Una poliedrica e suggestiva Milano celebra per sei mesi di giorno e di notte l’Expo 2015. Blogo vi propone una speciale guida suddivisa per zone, con le top suggestions su come organizzare in modo originale le giornate (e le serate soprattutto!) durante la permanenza nella Milano da Bere. Cosa c’è di bello da vedere oltre il Duomo, la mostra “I Colori del Rosso” in Galleria Campari che vive di nuove installazioni e oggetti iconici, dove fare il “doveroso” shopping, i posti per dormire, dove mangiare i migliori piatti italiani, i locali più cool, gli eventi da non perdere assolutamente e infine, dove bere il miglior aperitivo ispirati dalla Campari Experience. Oltre l’Expo insomma, enjoy Milano milanwelcomes

ARTE: inevitabile una visita al Duomo di Milano, dedicato a Santa Maria Nascente. Per superficie è la terza chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro in Vaticano e la cattedrale di Siviglia. Si prosegue per un giretto alla Galleria Vittorio Emanuele II che collega Piazza Duomo e Piazza della Scala dove si trova il famoso teatro alla Scala, così intitolata in onore della committente Regina della Scala. Il teatro ha quattro ordini di palchi e due gallerie con 2030 posti di capienza.

APERITIVO: in Galleria Vittorio Emanuele, non si può non menzionare il Camparino. in questo luogo che, nel 1915, nasce la tradizione dell’aperitivo grazie all’intuizione di Davide Campari. Servendo i primi Campari Soda, Davide Campari attirava nel suo locale la gioventù bohémienne (forse sarebbe meglio dire “scapigliata”) intellettuale milanese che, proprio in quegli anni, era alle prese con la nuova avventura avanguardista. Celebre location della bella Milano da bere, anzi vera e propria istituzione milanese, il Camparino in Galleria, ha festeggiato con un mega party e una mostra ” I volti dell’aperitivo” i suoi 100 anni. Scopri qui tutte le immagini dell’evento esclusivo.

Per chi vive Milano, l’aperitivo è uno dei momenti a cui proprio non si può rinunciare. Dopo una giornata trascorsa in ufficio, condividere questo momento con colleghi o amici è il modo migliore per dare il via a una serata piacevole. Se poi l’aperitivo è preparato dalle mani esperte di un vero e proprio bartender il momento diventa ancora più apprezzabile. Il bartender non si limita solo a preparare e servire cocktail, ma crea un legame particolare tra il cliente e il prodotto che viene servito. Davanti a un bartender insomma, non solo rimarrete affascinati dall’abilità con cui prepara i cocktail, ma avrete risposte ad ogni vostra curiosità su ingredienti e storia dei cocktail. Campari organizza dieci serate ispirate alla storia del Campari dal 1920 ad oggi. Dove? Ma naturalmente al Camparino in Galleria.

Erano gli Anni ’20, i cosiddetti Anni Ruggenti, gli anni in cui le ragazze più disinibite dai capelli tagliati corti affollavano le sale da ballo; gli anni in cui dagli Stati Uniti si diffondeva il jazz e veniva pubblicato “Il Grande Gatsby”, opera letteraria di Francis Scott Fitzgerald che ben descrive il periodo e l’atmosfera di quegli anni. Nel pieno centro di Milano, nello storico locale Camparino della Galleria Vittorio Emanuele II, Campari ha presentato un’esclusiva serata evento ispirata proprio a quelli Anni Ruggenti con un ospite di tutto rispetto, noto a livello internazionale: Matteo “Zed” Zamberlan, bartender del Voy di Ponte Milvio a Roma.

Scopri: i Ruggenti Anni ’20 interpretati da Matteo “Zed” Zamberlan

Gli anni del Futurismo

Secondo appuntamento al Camparino, ispirato questa volta agli Anni 30. In quegli anni viene creato il primo “ready to drink”: si tratta del Camparisoda, denominato Aperitivo dell’Arte Veloce Futurista, la cui bottiglietta fu disegnata da Fortunato Depero nel 1928. Protagonista della serata evento organizzata da Campari, il bartender del Les Rouges di Genova Jonatan Abarbanel, che per l’occasione ha miscelato vari ingredienti per dar vita a drink “futuristi”, come la Giostra d’Alcol con Campari, Barbera d’Asti e Cedrata, creata da Enrico Prampolini e presentata alla Grande Esposizione coloniale di Parigi degli Anni ’30.

Scopri: i futuristi anni ’30 interpretati da Jonatan Abarbanel

Un’altra serata evento al Camparino, questa volta ispirata agli Anni ’40 e firmata dal noto bartender del Dry di Milano, Guglielmo Miriello. Per questa occasione speciale Miriello reinterpreta gli Anni ’40 con una cocktail list dal gusto decisamente vintage: in omaggio alla bellissima e intrigante Rita Hayworth il cocktail The Bittersweet Simphony, per ricordare l’eleganza e lo charme di Humprey Bogart un cocktail che prende a prestito il suo nome,
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The Bogart, e per chiudere in bellezza il cocktail 1915, creato per festeggiare i primi Cento anni del Camparino della Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

Scopri: gli anni ’40 interpretati da Guglielmo Miriello

Il brio degli anni ’50 con Paolo Sanna

L’allegria, il brio e l’entusiasmo degli anni ’50 interpretati nei cocktail di Paolo Sanna, bartender del Banana Republic di Roma, ospite d’eccezione al Camparino. Sono gli anni appena successivi alla Seconda guerra mondiale, la musica trasmette entusiasmo e i cocktail scoprono, come tutti gli italiani, le mode e anche i drink americani. E così, in questa rivisitazione del Boulevarder, troviamo il Campari assieme al vermouth, con un’aggiunta di bitter e Cynar. L’ispirazione per questi cocktail ce la spiega Sanna: “Negli Stati Uniti ormai è passato il periodo del proibizionismo e c’è una rinascita dei drink.

Scopri: il brio degli anni ’50 firmato dal bartender Paolo Sanna

Il boom economico, la voglia di ricominciare e di guardare al futuro con il sorriso sulle labbra. Era questa l’atmosfera che si respirava in Italia negli Anni Sessanta ed era la stessa atmosfera che ha “inebriato” il Camparino di Milano, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 100 anni con una serie di eventi molto speciali. toccato al celebre bartender Mattia Pastori interpretare gli Anni Sessanta, un decennio molto fortunato per l’economia italiana e carico di ottimismo.

Scopri tutto: gli Anni Sessanta interpretati da Mattia Pastori

I rivoluzionari Anni ’70: il decennio degli hippies, della contestazione e del femminismo. Gli anni in cui i giovani hanno davvero provato a cambiare il mondo.

Ed è pensando a tutto quello che ha caratterizzato questo decennio rivoluzionario che Chiara Beretta, bartender al Rita di Milano, ha creato i suoi tre cocktail in occasione della serata dedicata al Camparino in Galleria Vittorio Emanuele, che celebra il suo centenario con una serie di speciali appuntamenti che ripercorrono la storia d’Italia e del drink simbolo di Milano.

Scopri: Camparino Milano: i rivoluzionari anni ’70 interpretati da Chiara Beretta

Gli Anni Ottanta di Flavio Esposito

Il primo cocktail con cui Esposito ha allietato la clientela del Camparino è The Last Boxer (con Campari, Gin Bankes, Chartreuse, Maraschino, Succo di cedro, Gocce di Bitter al coriandolo) dedicato a Muhammad Alì. Ha poi omaggiato Madonna con La via en Rouge (Campari, Bourbon Wild Turkey 101, Liquore alla Camomilla, Cordiale al Sambuco, Succo di Cranberry, Succo di Pompelmo rosa ‘fresco’, Atomizzazione di Vermouth Cinzano 1757). L’ultimo cocktail proposto è stato il Drive In, ispirato al famoso programma tv delle reti Mediaset.

Scopri: cocktail list Anni Ottanta firmata Flavio Esposito

Gli anni 2000 interpretati da Tommaso Cecca

Una serata per festeggiare gli anni 2000 e soprattutto, per celebrare il Camparino, lo storico locale milanese che compie quest’anno i suoi primi 100 anni. Per l’occasione Tommaso Cecca, il bartender del Caffè Trussardi, ha reinterpretato alcuni cocktail a base di Campari. Protagonisti della serata il Beer Americano Sciabolato, il Campari e (finto) Gin, il suggestivo e scenografico Tegroni alla porcellana Trussardi, e il Trugoni, vere delizie da intenditori che rendono la vista sul Duomo ancora più unica.

Scopri: la raffinata cocktail list di Tommaso Cecca

Gli anni 2010 interpretati da Andrea Dracos

Dagli anni ’20 del Novecento fino agli anni ’10 del Duemila per celebrare il centenario del Camparino in Galleria; un viaggio nel tempo sorseggiando cocktail che si conclude con l’interpretazione di Andrea Dracos, vincitore della 2 edizione della Campari Barman Competition. Tra le stelle, come la donna che sta rapidamente diventando un’icona del nostro tempo: Samantha Cristoforetti; proprio a lei è dedicato il primo cocktail, quello con cui Dracos ha vinto la Barman Competition e che si chiama, appunto, un Mi To tra le Stelle,
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in omaggio anche a Milano (simbolo del Campari) e Torino (città natale di Andrea Dracos e del vermouth).