Sunday, 20 May 2018

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UPDATE: Arriva, sempre sulle pagine di Repubblica, la replica di Anna Tatangelo:

Ho sempre pensato che la promozione di una causa così importante per tutti fosse inattaccabile. Mi sbagliavo, perché si è riuscito a fare polemica anche su questo. Non penso che una donna giovane, con gli addominali e con il seno florido come il mio, non possa prestarsi a fare una campagna come quella della Lilt. Il tumore riguarda tutti e la prevenzione deve interessare tutte le età, soprattutto le ragazze. Ricordo che sono stata scelta anche per questo, perché ho 28 anni e sono una donna e una mamma che sostiene uno stile di vita sano per se stessa e suo figlio. Uno degli obiettivi che ho per la Lilt, è proprio quello di arrivare ad un pubblico giovane con l’intento di fare campagna anche negli istituti scolastici. Da sempre mi espongo per le donne, su diversi fronti e sono felice di farlo. Sono orgogliosa di essere stata scelta dalla Lilt e ringrazio il presidente Francesco Schittulli per le sue parole.

Noi non siamo contro la persona ma contro la scelta: sarebbe bastata una Tatangelo vestita che si autoabbracciava e già la cosa cambiava. Perché usare la nudità? Per trasmettere, il concetto di salute, non poteva trasmetterlo vestita?

Anna Tatangelo, polemiche per la foto senza veli per la prevenzione contro il tumore al seno

Anna Tatangelo in tutti questi anni deve essersi abituata alle critiche e alle polemiche che è in grado di scatenare, volente o nolente. Sin dai tempi dell’inizio della sua relazione con il cantante Gigi D’Alessio (da cui ha avuto il piccolo Andrea), infatti, è sempre stata sotto la lente d’ingrandimento del gossip. Ieri la notizia di una vicenda giudiziaria che riguarda il compagno.

Oggi, invece, i giornali parlano di lei. Stavolta però è difficile pensare che avesse messo in conto di sollevare un vero e proprio caso partecipando come testimonial per la Campagna Nastro Rosa 2015 di prevenzione del tumore al seno promossa dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Nella foto per la campagna, come potete vedere, la Tatangelo è in t0pless a torso nud0, ma con le braccia chiude a sé il seno.

ANNA TATANGELO TESTIMONIAL LILT FOR WOMEN CAMPAGNA NASTRO ROSA PER LA LOTTA DEL TUMORE AL SENOA Ottobre 2015 parte.

Posted by LILT Nazionale onMercoledì 9 settembre 2015

Come riportato da Repubblica, l’immagine è stata considerata inappropriata e troppo sensuale da gruppo di attiviste, blogger (come Grazia De Michele), docenti (come Sandra Castiello di Napoli), senologhe (Alberta Ferrari di Pavia), psicologhe (Carla Zagatti, bolognese), storiche (Emma Schiavon, torinese) accomunate dall’esperienza del cancro che hanno scritto una lettera alla LILT e al ministro per la Salute Beatrice Lorenzin per protestare contro la campagna che offrirebbe un’immagine “sessualizzata” della malattia e chiederne il ritiro. Ecco alcuni passaggi della lettera:

Le sottoscritte desiderano esprimere profondo sconcerto di fronte alla campagna Nastro Rosa 2015, la cui testimonial è una nota cantante ritratta a torso nudo, con le braccia a coprirne in parte i seni. Una posa che rappresenta un salto di qualità, di segno negativo, rispetto alle edizioni precedenti della campagna. Negli anni passati, infatti, a rappresentarla erano state scelte donne, sempre appartenenti al mondo dello spettacolo o dello sport e non colpite dalla malattia, che, tuttavia, erano state ritratte vestite e in atteggiamenti più consoni al tema. Cosa ha a che fare l’immagine di una donna chiaramente al di sotto della fascia d’età per la quale sono designati i programmi di screening con la “prevenzione”? Perchè concentrare l’attenzione del pubblico sul suo décolleté florido (a cui fanno da contorno gli addominali scolpiti) se il rischio di morte si presenta solo nel caso in cui la patologia interessi altri organi?

Inoltre le blogger attaccano la campagna anche per pinkwashing (“termine con cui si indica la pratica di pubblicizzare e/o vendere prodotti che aumentano il rischio di ammalarsi di cancro al seno, attraverso ingredienti e/o processi di lavorazione, collegandoli a campagne di sensibilizzazione o a raccolte fondi per la ricerca”) in quanto tra gli sponsor figura una casa automobilistica francese.

A fare da contraltare alle polemiche è arrivata la replica della LILT attraverso il suo Presidente, il dottor Francesco Schittulli.

Noi dobbiamo parlare alle ragazze, alle giovanissime e dobbiamo rompere tabù e pregiudizi. E Anna Tatangelo ha un milione di follower su Facebook e 600 mila su Twitter. Lei parla ai giovani ed è un esempio di giovane donna attenta alla salute, che pratica i corretti stili di vita e da brava madre si occupa anche dell’alimentazione sana del figlio. Per questo considero la scelta fatta assolutamente in linea con i messaggi che la Lilt cerca di diffondere: la cultura della prevenzione. La campagna parla alle donne sane, perché arrivare prima significa salvarsi la vita e proteggere il seno considerato il simbolo della femminilità’. E quando il corpo femminile è utilizzato con matura consapevolezza abbatte tabù pregiudizi ed esprime coraggio.

Il Presidente della Lilt ha altresì precisato che la partecipazione della Tatangelo è stata a titolo gratuito e che la cantante si è anche impegnata a continuare a supportare la causa con incontri nelle scuole e un concerto per beneficenza. Sull’aspetto del pinkwashing Schittulli ha aggiunto che il marchio automobilistico è uno sponsor che sostiene LILT da 10 anni, ma si dice pronto a discutere della tematica pubblicamente.
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